| La rassegnazione è un dono, non un castigo, assicura. Due anni e mezzo fa un tumore gli tolse un figlio di 26 anni. Oggi lui ha scritto un libro per raccontare il cammino spirituale che lo ha portato dallo sconforto più totale alla certezza di ritrovare un giorno il suo ragazzo, nella gloria di Dio.
Il libro, per una coincidenza, arriva nelle edicole della sola Milano proprio nei giorni in cui Nanni Moretti affronta lo stesso tema, che da tempo sembrava come rimosso, sia dal cinema che dalla narrativa, nel film "La stanza del figlio". "La storia più bella" è un libro difficile ma toccante, i cui proventi andranno in beneficenza. Per raccontare la lunga vicenda culminata nell'incontro con una vera medium, Giacomo Arigò, 55 anni, consulente finanziario , con altri 4 figli, ha addirittura creato un sito internet (www.lastoriapiubella.com) e distribuito volantini per la città. Nel libro si racconta una scoperta. "Il giorno dei funerali, notai che non c'era Andrea, uno dei migliori amici di Fabio. Solo 4 giorni dopo, nella camera mortuaria, trovai una sua poesia, per mio figlio" C'era anche lui, che mi volle regalare un libro sugli angeli. E non fu un caso".
Cosa iniziò quel giorno?
"Cominciai a leggere. Ne lessi altri. E andai perfino sul Monte Conero" a fare dei corsi medianici. Alla fine ero davvero depresso. Non trovavo mio figlio. Per caso, in una riunione spirituale, mi imbattei in una persona davvero speciale. Una vecchietta che da 12 anni aveva il dono di comunicare con l'Aldilà".
Una persona seria?
"Non ha mai voluto una lira. Non vuole essere citata dai giornali. Sono arrivato da lei e ho provato cose incredibili. So di una celeberrima famiglia di industriali piemontesi che ha perso un figlio e che è andata da lei, con la mia stessa grande felicità".
Come ha capito che non era uno scherzo?
"Mia figlia era scettica. Poi ha fissato un appuntamento con la donna, che l'avrebbe ricevuta solo 12 mesi dopo. Per quell'anno metteva sempre la musica preferita di Fabio. Le prime parole che ha sentito, quando è andata dalla sensitiva, sono state il grazie di Fabio per averlo tenuto sempre accanto a sé in quel modo".
Cosa sa adesso di suo figlio?
"Una cosa magnifica. Che vive ne più alto dei cieli. Lui mi ha detto soltanto una cosa: pregare, pregare, pregare. Amare Dio e il prossimo. I comandamenti più forti"."
Cosa è cambiato nella sua vita da quando ha scritto questo libro?
"Una sola cosa. Ora vedo tutto in funzione spirituale. Lotto tutti i giorni, commetto degli errori, certo, ma vivo in attesa di riallacciare il colloquio con mio figlio, e con Dio".
Dopo una lunga chemioterapia suo figlio si era rivolto a Di Bella.
"Si negli ultimi giorni ha provato la somatostatina. Ma se fosse stata acqua? Di Bella è un altro angelo. Perché non lo hanno aiutato nella ricerca?"
Ha avuto dei riscontri dopo l'uscita del libro?
"Si, mi ha chiamato una donna che ha perso un figlio a 29 anni e mi ha detto di avervi trovato grande conforto. Il messaggio importante qui è per tutti, anche per chi non ha perso una persona cara".
Si Spieghi meglio.
"Chi ce l'ha accanto, sappia di vivere vicino a una cattedrale d'amore. Se io avessi Fabio qui, anche su una sedia a rotelle, sarei felice solo di guardarmelo. Pensi a quelli che i figli ce li hanno sani, forti, belli… Che grande ricchezza possiedono. E quanti spesso nemmeno ci fanno caso". |